L’etichetta di un integratore è spesso vista come un dettaglio tecnico, qualcosa da leggere velocemente o addirittura da ignorare.
In realtà, è la parte più importante del prodotto.
Se sai leggerla, capisci:
- cosa stai assumendo davvero
- se l’integratore ha senso
- se il prezzo è giustificato
Questo articolo serve a fare chiarezza: cosa guardare sull’etichetta di un integratore e cosa, invece, puoi tranquillamente ignorare.
Ingredienti attivi e riempitivi: non sono la stessa cosa
Uno degli errori più comuni è guardare solo il numero di ingredienti. Ma più ingredienti non significa più qualità.
Ingredienti attivi
Sono le sostanze che:
- hanno una funzione specifica
- sono presenti per dare un supporto reale
Devono essere:
- chiaramente indicati
- con nome completo
- senza ambiguità
Se un ingrediente è citato in modo vago, è già un primo segnale.
Riempitivi ed eccipienti
Servono a:
- dare forma alla capsula o compressa
- stabilizzare il prodotto
Non sono “il male”, ma:
- non devono essere protagonisti
- non devono superare l’attivo per quantità o importanza
Un’etichetta trasparente distingue chiaramente tra principio attivo e ciò che serve solo a veicolarlo.
Titolazione: quando l’ingrediente è davvero specificato
La titolazione è uno degli aspetti più ignorati, ma anche uno dei più importanti.
Dire “estratto vegetale” non basta.
Quello che conta è:
- quanto principio attivo contiene
- in che percentuale
- secondo quale standard
Esempio semplificato:
- “estratto di pianta” → informazione incompleta
- “estratto titolato al X%” → informazione utile
La titolazione ti dice cosa stai assumendo davvero, non solo da dove proviene.
Dosaggi reali: la differenza tra “presente” ed “efficace”
Un ingrediente può essere:
- famoso
- studiato
- interessante
Ma se il dosaggio è troppo basso, l’effetto è spesso trascurabile.
Molti integratori:
- elencano ingredienti noti
- ma in quantità minime
- insufficienti per avere un reale impatto
Quando leggi un’etichetta, chiediti:
- il dosaggio è indicato chiaramente?
- è espresso per dose giornaliera?
- è coerente con l’uso dichiarato?
Il dosaggio conta spesso più del nome dell’ingrediente.
Claim legali: cosa possono (e non possono) dire
Sull’etichetta non trovi frasi a caso. I claim sono regolamentati per legge.
Questo significa che:
- non tutto può essere scritto
- certe promesse non sono consentite
- il linguaggio è spesso volutamente prudente
Un claim “sobrio” non è un difetto. È spesso un segnale di conformità e serietà.
Diffida di prodotti che:
- promettono risultati immediati
- utilizzano linguaggi vaghi o sensazionalistici
- sembrano “dire troppo”
L’etichetta non deve convincerti. Deve informarti.
Cosa puoi ignorare senza sensi di colpa
Alcuni elementi sull’etichetta hanno poco valore pratico:
- nomi commerciali fantasiosi
- aggettivi come “premium”, “ultra”, “super”
- liste infinite di ingredienti senza dosaggi chiari
- frasi che puntano più sull’emozione che sui dati
Se non trovi:
- dosaggi
- titolazioni
- chiarezza
il resto è secondario.
L’approccio VIVEMIA alla trasparenza
Per VIVEMIA, l’etichetta non è uno strumento di marketing.
È uno strumento di chiarezza.
Crediamo che:
- capire cosa si assume venga prima dell’acquisto
- un’etichetta leggibile sia una forma di rispetto
- la fiducia nasca dalla trasparenza, non dalle promesse
Leggere bene un’etichetta significa fare una scelta più consapevole e spesso anche più efficace.
In conclusione
Imparare a leggere l’etichetta di un integratore:
- ti rende più autonomo
- ti protegge da scelte inutili
- ti aiuta a distinguere qualità da apparenza
Non serve essere esperti. Serve solo sapere dove guardare.